domenica 5 gennaio 2020

Mercato libero e mercato prigioniero

Il decreto milleproroghe di lunedì sera 30/12/2019 (just in time, direbbero gli anglosassoni) ha spostato (per l'ennesima volta) l'avvio dell'obbligo di aderire al mercato libero dell'energia da parte degli utenti privati. Ora, a meno di ulteriori rinvii, c'è tempo fino al primo gennaio 2022 per fare la propria scelta e decidere tra quali braccia buttarsi.
Avevo promesso, alla fine dello scorso anno, su Facebook (benedetti strumenti social) un post sul mercato dell'energia. Eccolo qua!
Una precisazione: per inclinazione professionale e per esperienza scriverò di energia elettrica. Considerazioni analoghe valgono anche per il gas metano. 
Prima di tutto facciamo chiarezza sui termini. Fino ad alcuni anni fa c'era un solo venditore di energia elettrica il cui nome inizia con la E. Ma era proprietario anche della reti per trasportarla questa energia ed anche dei contatori per misurarla.
Con i decreti sulle liberalizzazioni dei primi anni duemila (in recepimento a direttive europee) si affermò che questa posizione di privilegio non era più accettabile!
Perché chi possiede le reti entra di forza e di fatto a casa dei clienti e dunque ispira quella fiducia che la familiarità sempre garantisce. Inoltre chi possiede le reti ed i contatori di misura sì presenta con il caschetto ed il cacciavite e dunque con quell'aura positiva che avvolge chi, lavorando, "si sporca le mani".
Il monopolista con la E cambiò nome e si stabilì che avrebbe continuato ad occuparsi solo di cose tecniche rinunciando a vendere energia.
Ma che fare con i milioni di consumatori (che bel termine) che avevano il contratto con questo soggetto? Da una costola dell'azienda nacque allora un'altra società che ereditò i vecchi contratti e che è quella con cui oggi la maggior parte di noi continua ad avere il rapporto di fornitura.
A questo punto si poteva dare spazio ai nuovi commercianti dell'energia, italiani ed esteri.
E così accanto al mercato del monopolista, chiamato, non a caso, di maggior tutela ne nacque uno parallelo fatto di altri venditori.
Ma chiamarlo mercato di non tutela (o non tutelato, che è lo stesso) pareva brutto ed allora si decise di chiamarlo libero. Sicché l'altro, il vecchio, doveva chiamarsi prigioniero. Da cui il titolo del post.
Libero è sembrato sicuramente rassicurante ed inneggiante alla fine di una tirannia: quella del monopolista!
Dal primo gennaio 2022 saremo "costretti" a scegliere. Già, ma cosa?