domenica 13 febbraio 2022

Hai un impianto fotovoltaico? Usalo bene!

 

Un impianto fotovoltaico produce energia elettrica utilizzando come combustibile la luce solare. E su questo siamo tutti d'accordo. Realizziamo impianti fotovoltaici per utilizzare nelle nostre abitazioni questa energia gratuita. Ma quanti possessori di tali impianti sono realmente in grado di rispondere a queste 3 domande:

1) quanta energia ha prodotto il mio impianto in questo mese o quest'anno?

2) quanta energia, di quella prodotta dall'impianto, ho realmente utilizzato nei miei elettrodomestici?

3) come posso sfruttare al meglio il mio impianto massimizzando il ritorno dell'investimento?

Se vuoi sapere come sia possibile, in modo semplice ed economico, migliorare l'utilità del tuo impianto fotovoltaico allora mettiti comodo e continua a leggere.

In base alla mia esperienza sono molti i possessori di impianti fotovoltaici che non riescono a "visualizzare" quali siano i reali vantaggi di possedere la propria centrale elettrica gratuita. Specie coloro che hanno realizzato questi investimenti all'epoca degli incentivi in conto energia hanno poca familiarità con l'impatto che questi impianti hanno sulla loro bolletta. La realizzazione di un impianto si associava infatti solo ad una operazione meramente finanziaria. E, c'è da scommetterci, questo accadrà anche per chi usufruisce delle detrazioni fiscali al 110% (il famoso impianto gratis). La percezione della utilità dell'impianto sarà "abbastanza rarefatta".

I moderni inverter dispongono di funzioni che consentono il monitoraggio dell'impianto fotovoltaico mediante il computer o lo smartphone. Però, secondo me, il sistema che illustrerò in questo articolo ha i suoi vantaggi perché:

1) consente, mediante il "toccare con mano" il proprio impianto, lo sviluppo di una maggiore sensibilità sulle prestazioni dello stesso (non fosse altro perché costringe a recarsi sul posto);

2) non ha costi, mentre magari i vari portali sono gratuiti in una fase iniziale e poi diventano a pagamento oppure richiedono il pagamento per lo sblocco di funzioni di archiviazione dei dati;

3) spesso le password di accesso al servizio di monitoraggio vengono smarrite e bisogna rifare la configurazione per la connessione ad internet. Operazione non sempre alla portata di tutti;

4) l'azienda installatrice non può o vuole prestare assistenza post vendita per questo tipo di servizio e bisogna arrangiarsi da soli;

5) molti inverter moderni non hanno il display (ah, la riduzione costi!) ed i contatori di misura rimangono l'unico strumento per una immediata e semplice contabilizzazione dei dati;

6) consente di verificare il corretto funzionamento dei contatori (anche questi possono rompersi).

Stabilito che il sistema che vi propongo è utile vediamo come si opera.

Per prima cosa stabiliamo un intervallo temporale per la nostra verifica. A mio parere il migliore è quello mensile.

Recati allora il 1° del mese (esempio marzo) in prossimità del tuo contatore di produzione. Si tratta dello strumento di misura bianco installato dal gestore della rete elettrica della tua zona, in prossimità normalmente dell'inverter, in occasione dell'allaccio alla rete elettrica.

Ora pigia il tasto a destra del display per molte, molte, volte fino ad arrivare alla scritta IMMISSIONI. Le immissioni rappresentano la intera energia prodotta dall'impianto fotovoltaico da quando è stato messo in funzione oppure da quando è stato installato il contatore di misura se questo è stato sostituito.

Rammenta: l'intera energia prodotta! Non ha importanza poi se questa sia stata consumata nella propria abitazione o immessa nella rete elettrica nazionale.

Sono disponibili 3 misure:

A1: la produzione di energia dalle 08:00 alle 19:00 dal lunedì al venerdì. Questa sarà, ovviamente, sempre la misura più alta delle 3;

A2: la produzione di energia dalle 07:00 alle 08:00 (specie in inverno quasi nulla) e dalla 19:00 alle 23:00 (stessa cosa) dal lunedì al venerdì e durante tutto il sabato. Praticamente contabilizzando la produzione di un solo giorno alla settimana, tranne in piena estate, si tratta di un valore molto più basso del precedente;

A3: la produzione di energia dalle 23:00 alle 07:00 del giorno dopo di tutta la settimana (anche qui quasi nulla se non in estate) e quella dei giorni rossi del calendario ossia i festivi. Le domeniche, come i sabato, sono 52 ma i festivi possono essere di più, a meno che Natale o il Ferragosto capitino di domenica.  Quindi spesso F3 è più alta di F2.

Ipotizziamo di leggere:

A1 = 5.633 kWh;

A2 = 1.147 kWh;

A3 = 1.197 kWh.

Per un totale di 7.977 kWh

A questo punto segna su un file excel (o un foglio di carta, se sei refrattario al computer) questi dati.

Se non sono stato chiaro nella mia descrizione allora clicca qui!

Spostati ora al tuo contatore di scambio ossia quello che si trova vicino alla porta di ingresso di casa tua o in prossimità del cancelletto di ingresso al tuo condominio o villetta. Insomma quello originario.

Questo contatore, a differenza del primo, contabilizza sia i prelievi dalla rete elettrica (che paghi) che le immissioni nella rete elettrica ossia l'energia che il tuo impianto ha prodotto e tu non hai consumato in casa.

Devi fare in modo che questi valori siano i più bassi possibile. Solo così vorrà dire che stai utilizzando al meglio il tuo impianto. In questo le batterie di accumulo danno una grossa mano.

Anche qui pigia tante, ma tante, volte il pulsante alla destra del display. Dopo i dati sui prelievi (i consumi) e sulle potenze di picco raggiunte nei prelievi arrivi alla scritta immissioni.

A questo punto ipotizziamo di leggere:

A1 = 3.670 kWh;

A2 = 751 kWh;

A3 = 729 kWh.

Per un totale di 5.150 kWh.

Se, anche questa volta, preferisci vedere anziché leggere clicca qui!

A questo punto riporta questi valori sul tuo foglio.

Hai costruito il punto di partenza per monitorare il tuo impianto fotovoltaico.

Dovrai ora pazientare un mese per iniziare a raccogliere i frutti del tuo lavoro.

Siamo arrivati alla mattina del 1° aprile.

Recati presso il contatore di produzione ed esegui le solite letture.

Immaginiamo che tu legga:

A1 = 6.005 kWh;

A2 = 1.250 kWh;

A3 = 1.318 kWh.

Per un totale di 8.573 kWh

Bene, hai un primo risultato: nel mese di marzo il tuo impianto ha prodotto 8.573 - 7.977 = 596 kWh. Questo dato di per se non dice nulla circa quanto hai risparmiato grazie al sole ma costituisce per te una misura dello stato di salute del tuo impianto. Confrontando questo dato con quelli di analoghi mesi precedenti potrai verificare che non ci siano macroscopici problemi tecnici.

Ora recati presso il contatore di scambio e rifai le letture delle IMMISSIONI. Immaginiamo di leggere:

A1 = 3.750 kWh;

A2 = 830 kWh;

A3 = 818 kWh.

Per un totale di 5.398 kWh. La differenza rispetto alla lettura del 1° marzo è 5.398 - 5.150 = 248 kWh.

Quindi l'impianto ha prodotto, nel mese di marzo, 596 kWh e, di questi, 248 kWh sono stati immessi nella rete elettrica nazionale. Ed i restanti 596 - 248 = 348 kWh dove sono finiti?

Beh, evidentemente nella tua lavatrice, frigorifero e ferro da stiro. Si tratta quindi di una energia che non hai acquistato dal tuo venditore di energia elettrica ma che hai risparmiato. Conoscendo il costo di 1 kWh di energia (ad esempio 0,28 €) puoi scoprire che hai risparmiato 0,28 x 348 = 97 €.

Facciamo ora qualche valutazione:

1) Dei 596 kWh prodotti a marzo ne hai consumati in casa 348 ossia il 58%. Questo è quello che si chiama autoconsumo. Più questa percentuale è alta maggiormente stai utilizzando il tuo impianto;

2) In una casa NO GAS l'autoconsumo è normalmente maggiore. E' più facile sfruttare a pieno l'impianto;

3) Se il costo dell'energia aumenta il proprietario di un impianto fotovoltaico guadagna di più. Se, ad esempio, 1 kWh arriva a costare 0,32 € il risparmio diventa di 0,32 x 348 = 111 € (difesa dall'inflazione);

4) la quota di autoconsumo è maggiore nei mesi invernali che in quelli estivi. Per 2 motivi. Il primo è che d'inverno l'impianto produce molto meno che in estate. Il secondo è che d'estate, si sta meno in casa e si usano meno alcuni carichi elettrici come l'illuminazione. Il discorso non vale nei caldi mesi per chi ha i condizionatori e li utilizza di giorno. Per questo motivo è utile il monitoraggio dell'autoconsumo mese per mese e non nell'anno. E' più facile massimizzare l'autoconsumo facendo dei confronti sugli stessi mesi nei vari anni o su mesi simili nello stesso anno.

Lord William Thomson Kelvin, scienziato vissuto nell'ottocento ed inventore della scala di misura della temperatura assoluta diceva "se non si può misurare qualcosa, non si può migliorarla".

Nessun commento:

Posta un commento

Cosa ne pensi?